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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Kenya
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top
Il mwhgKenya (in mwhwitaliano anche mwiaKeniacite-ref-4[4] o mwjqCheniacite-ref-5[5]; mwkgmwkwAFI: /ˈkɛnja/cite-ref-6[6]), ufficialmente mwmqRepubblica del Kenya (in mwmgGĩkũyũ: Bũrũri wa Kĩrĩnyaga; mwmwin swahili mwnaJamuhuri ya Kenya; mwnqin inglese mwngRepublic of Kenya), è uno mwnwStato dell'mwoaAfrica orientale, confinante a nord con mwoqEtiopia e mwogSudan del Sud, a sud con la mwowTanzania, a ovest con l'mwpaUganda, a nord-est con la mwpqSomalia ed è bagnato a est dall'mwpgoceano Indiano. mwpwNairobi ne è la mwqacapitale e la mwqqcittà più grande.

Contents

Clima
Fauna
Storia
Etnie
Musica
Cinema
Sport
Calcio
Note

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Geografia

Morfologia

Dalla costa bassa e sabbiosa dell'mwtaoceano Indiano il territorio del Kenya procede verso l'interno. La sua mwtqgeografia è alquanto complessa. È situato nell'Africa Orientale ed è attraversato dall'mwtgequatore. Pur essendo un paese equatoriale e tropicale, presenta mwtwclimi molto vari. Nel nord si trovano aree desertiche e nel centro sud mwuaaltopiani con mwuqboschi e mwugsavane.

La nazione è attraversata da lunghe catene di mwvamontagne. L'elemento morfologico che più caratterizza il Kenya è la mwvqRift Valley, che lo taglia da nord a sud. Le acque interne sono rappresentate da mwvglaghi di acqua dolce e salata e da numerosi mwvwsoffioni boraciferi e mwwageyser. Pochi invece i mwwqfiumi, di cui solo due hanno una portata e una lunghezza degne di nota (il mwwgTana e il mwwwGalana).

Alla fascia costiera, lunga oltre mwxq400 km, succede una regione di altopiani aridi e stepposi; quello centrale, che si eleva a quote comprese tra i mwxg1 500 e i mwxw3 000 metri, è diviso dalla frattura della mwyaRift Valley che forma il bacino del mwyqlago Turkana (o Rodolfo). Ai lati della Rift Valley si innalzano imponenti massicci vulcanici, il maggiore dei quali è il mwygmonte Kenya (mwyw5199 m), uno dei più alti dell'mwzaAfrica, e il mwzqKilimangiaro (mwzg5895 m) oltre il confine con la mwzwTanzania. L'altopiano digrada a ovest, in prossimità del mwaalago Vittoria, e a nord, dove il territorio è occupato da un ampio tavolato desertico.

Idrografia

I fiumi del Kenya non sono imponenti; i due principali, il mwawTana e il mwbaGalana, si gettano nell'mwbqoceano Indiano e hanno un regime che varia molto nel corso dell'anno, a seconda della frequenza delle precipitazioni. Il lago più vasto è il mwbgTurkana, dato che solo una piccola porzione del mwbwlago Vittoria appartiene al territorio del Kenya; il mwcalago Turkana ha acque salmastre e vi affiorano numerose isole.

Clima

Il clima, molto caldo e umido nelle regioni costiere, diventa più mite e asciutto all'interno, in rapporto all'mwcwaltitudine. Le mwdapiogge sono concentrate in due periodi dell'anno: da mwdqmarzo a mwdgmaggio le grandi piogge, da mwdwottobre a mweadicembre piogge intense ma brevi. L'ambiente dominante è quello della mweqsavana, tutelato da numerosi parchi naturali che coprono circa il 10% del territorio nazionale. Sulle pendici delle montagne e lungo il corso dei fiumi si trovano tracce dell'originaria mwegforesta pluviale; a nord, nelle zone meno piovose, la savana sfuma nel mwewdeserto. La savana è l'mwfahabitat di grandi mandrie di mwfqerbivori (mwfgantilopi, mwfwgazzelle, mwgagiraffe, mwgqbufali, mwggzebre, mwgwelefanti) e dei loro predatori (mwhaleoni, mwhqleopardi e mwhgghepardi). Nelle acque dei laghi e dei fiumi vivono mwhwippopotami e mwiacoccodrilli.

Fauna

Il Kenya ha lanciato il primo censimento della fauna selvatica nel 2021. Decenni di bracconaggio, l'espansione dell'habitat umano e il riscaldamento globale hanno colpito duramente la popolazione animale. Per esempio, secondo l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), il numero degli elefanti africani è diminuito di più del 60% dagli anni 70.cite-ref-7[7]

Mentre l'area sotto foresta sta diminuendo leggermente, l'area della foresta primaria in 15 anni è stata più che dimezzata: tra il 1990 e il 2005 è passata da mwka766 000 a mwkq322 000 ha.cite-ref-8[8]

Storia

Numerose città costiere del Kenya furono fondate dagli mwmgarabi che a partire dal mwmwXII secolo d.C. intrattennero intensi rapporti commerciali con i gruppi indigeni. Dall'incontro tra i due popoli nacque la mwnacultura swahili, contraddistinta da due elementi di unificazione: la mwnqlingua kiswahili e la mwngreligione mwnwislamica.

Gli mwoqagricoltori mwogkikuyu, mwowetnia del gruppo mwpabantu, divennero subito il gruppo più potente e numeroso del mwpqterritorio; la loro supremazia non fu mai messa in discussione dai masai come vorrebbe la tradizione popolare. I mwpgmasai sono un popolo nilota che arrivò nell'odierno Kenya nel mwpwXVII secolo per occupare il territorio attuale verso il mwqa1750. Questa data è ottenuta contando a ritroso i gruppi di iniziazione, i cui nomi sono ricordati oralmente senza eccezioni da tutti i clan masai. Furono i mwqqkamba, popolazione agricola interposta tra la costa e il centro del paese, ad utilizzare storie sulla presunta ferocia dei masai per evitare che troppe mwqgcarovane di mercanti raggiungessero l'interno, togliendo loro il ruolo di mediatori nei mwqwcommerci tra la costa e le regioni interne.

In quel periodo i portoghesi occuparono alcune località della costa, ma in seguito furono soppiantati dai mwrqsultani omaniti di Zanzibar. La presenza degli europei si intensificò alla fine del XIX secolo, quando il Kenya divenne una colonia britannica. I bianchi scacciarono gli indigeni dai fertili altopiani interni, avviando l'mwrgagricoltura di piantagione. I kĩkũyũ furono impiegati nelle mwrwfattorie disseminate sul territorio e diedero un importante contributo alla crescita economica del paese. I kamba vennero spinti ad arruolarsi e dar vita al nascente mwsaesercito. I mwsqluya erano solitamente impiegati in lavori domestici e mwsgartigianato. Dando ad ogni etnia un ruolo diverso, i coloni inglesi applicarono la legge del mwswmwtadivide et impera usata in tutti i paesi africani sotto il loro dominio. Questa divisione è visibile ancor oggi nella società keniota.

Nel secondo dopoguerra i kĩkũyũ lottarono aspramente per conquistare l'indipendenza (molti di loro parteciparono alla celebre rivolta dei mwtgMau-Mau). L'indipendenza fu ottenuta il 12 dicembre mwtw1963 e le elezioni di quell'anno portarono mwuaJomo Kenyatta, uno dei leader indipendentisti, alla presidenza del paese. Kenyatta promosse una politica moderata e filoccidentale, realizzando importanti riforme economiche e politiche che permisero la modernizzazione e l'industrializzazione del paese; inoltre rimase in buoni rapporti con la mwuqGran Bretagna e con le nazioni confinanti.

Nel mwuw1978, alla mwvamorte di Kenyatta, fu eletto presidente mwvqDaniel Toroitich arap Moi che proseguì la politica del suo predecessore; nel 1982, approfittando di un fallito mwvggolpe militare, Moi riuscì a consolidare il proprio potere, perseguitando come traditori i suoi oppositori politici e introducendo nel paese il mwvwmonopartitismo.

Con la fine della guerra fredda, il mondo occidentale cominciò a condannare i metodi dispotici e polizieschi del mwwqgoverno di Moi, che, messo alle strette dalla minaccia di sospendere gli aiuti economici, reintrodusse il mwwgmultipartitismo. Tuttavia, a causa della disorganizzazione delle forze d'opposizione, che non riuscirono a trovare un accordo sul proprio candidato, Moi fu confermato alla presidenza sia nelle mwwwelezioni generali del 1992 sia in quelle del mwxa1997.

Alle mwxgelezioni generali del 2002 Moi non si candidò perché proibito dalla Costituzione, il che significò la fine del regime dopo 24 anni di dominio. Il nuovo presidente fu mwxwMwai Kibaki, destinato a risollevare le sorti del Kenya.

Le mwyqelezioni generali del 2007, però, furono segnate da un'esplosione di violenza etnica che proseguì anche dopo la proclamazione di stretta misura della vittoria del partito del presidente uscente; solo grazie alla mediazione di mwygKofi Annancite-ref-9[9] si giunse ad un mwzwarmistizio tra le fazioni, con l'intesa che il presidente Kibaki ed il suo principale rivale mw0aOdinga governassero insieme: quest'ultimo è stato quindi nominato mw0qprimo ministro, carica neoistituita e poi abolita.

Le successive mw0welezioni generali del 2013 sono state vinte da mw1aUhuru Kenyatta, figlio di mw1qJomo Kenyatta. Il 2 aprile mw1g2015 è avvenuta la mw1wstrage di Garissa, per mano del gruppo islamista di mw2aAl-Shabaab.

Nelle elezioni dell'8 agosto 2017 mw2gUhuru Kenyatta ha sconfitto nuovamente Odingacite-ref-10[10] suscitando proteste dell'opposizione che denunciava brogli. Il 1º settembre la Corte Suprema, riscontrando irregolarità nel voto, ha ordinato una nuova consultazione da tenersi entro 60 giorni.cite-ref-11[11] Le elezioni si sono svolte il 26 ottobre 2017 e sono risultate vinte da mw4wKenyatta con il 98% dei voti.

Popolazione

Demografia

La popolazione del Kenya (53.771.296 nel 2020 e più di 54 milioni attualmente) continua a crescere a ritmi sostenuti: nel giro di vent'anni è pressoché raddoppiata. È molto alta la percentuale dei giovani con meno di quindici anni. La densità demografica è elevata nella regione interna degli altopiani, mentre la fascia costiera è poco abitata, eccetto la zona di mw6wMombasa.

Nel 2020 il tasso di mw7qurbanizzazione è pari al 28%. La popolazione urbana si concentra soprattutto a mw7gNairobi, la capitale, e Mombasa, città araba sulla costa. A Nairobi dal mw7w1978 è attiva la "Undugu Society" (mw8asolidarietà in mw8qkiswahili), un'importante mw8gorganizzazione non governativa che ha lo scopo di affrontare la difficile situazione di mw8wemarginazione dei bambini di strada. Con lo slogan "Non dategli mw9adenaro, dategli un'mw9qeducazione", la "Undugu Society" cerca di togliere dalla strada centinaia di "parking boys". L'attività di Undugu è iniziata nelle tre maggiori mw9gbaraccopoli di Nairobi attraverso gruppi di mw9weducatori di strada, lo sviluppo di mw-aservizi sociali, la costruzione di alloggi economici, la promozione di piccole attività ricreative e non solo. L'attività commerciale di "Undugu Society" (vendita di prodotti artigianali in mw-qpietra saponaria, sculture in legno, collane, orecchini, tramite negozi propri o attraverso le organizzazioni di mw-gcommercio equo e solidale) è finalizzata a creare le risorse necessarie per dare supporto a tali programmi di sostegno. Per i mw-wbambini di mw-astrada di mw-qNairobi la "Undugu Society" è fondamentale.

Etnie

La popolazione è suddivisa in più di settanta etnie, appartenenti a quattro famiglie linguistiche: i mwaqabantu, i mwaqenilotici, i paranilotici e i mwaqmcusciti. Un tempo il paese era abitato da gruppi stanziati lungo la costa e, nelle regioni interne, dai mwaqqmasai, che oggi vivono soprattutto nelle regioni meridionali. Secondo il censimento del 2019 l'etnia più numerosa è il gruppo bantu dei mwaquKikuyu (17% della popolazione); altri gruppi relativamente numerosi sono i mwaqyluhya (14%), i mwaqckamba (10%), tutti di lingua bantu, i mwaqgluo (11%), di lingua nilotica, e i mwaqkkalenjin (13%), paranilotici.cite-ref-census2019-12-0[12] Nel paese vivono inoltre esigue minoranze di asiatici, europei e arabi.

Religione

L'appartenenza religiosa è composta così: mwariprotestanti 53,8%, mwarmcattolici 20,6%, mwarqchiese indipendenti africane 7%, mwaruortodossi 1%,cite-ref-13[13] altri mwarocristiani 3,1%, mwarsmusulmani 10,9%, mwarwreligioni tradizionali 1,5%, nessuna religione 1,6%. Sono presenti mwar0induismo, mwar4animismo, mwar8sikhismo, mwasagiainismo e il credo di mwasebahá'í.cite-ref-14[14] Il Kenya ha il più grande gruppo di mwasyquaccheri presente in una singola mwascnazione.

Ripartizione linguistica

Le lingue ufficiali del Kenya sono l'mwasoinglese e lo mwassswahili. Tutti gli atti dell'Assemblea Nazionale possono essere scritti in una o entrambe queste lingue.cite-ref-15[15]

I diversi gruppi etnici del Kenya in genere parlano le loro lingue madri all'interno delle proprie comunità. In totale in Kenya si parlano 68 lingue. Le due lingue ufficiali sono utilizzate per la comunicazione tra le diverse popolazioni. L'inglese è maggiormente diffuso negli scambi commerciali, nel mondo della scuola e a livello istituzionale. Gli abitanti delle periferie urbane e delle zone rurali sono meno multilingue: molti parlano solo la propria lingua natale.

L'mwatiinglese britannico è la variante più diffusa, anche se si è sviluppata una versione di mwatminglese kenyota che ha caratteristiche uniche derivate dalle mwatqlingue locali bantu (in primis swahili e mwatugikuyu).

A Nairobi è nato lo mwatcsheng, diffusosi poi nelle principali città. Si tratta di un mwatgpatois composto da una miscela di kiswahili, inglese e bantu.cite-ref-16[16]

Nel 2009 la pubblicazione mwat4Ethnologue classifica la lingue di origine africana parlate in Kenya in due famiglie linguistiche e ne riporta le principali comunità di madrelingua come segue:


• mwauqbantu

• mwauckikuyu 8 milioni
• mwaukkamba 3,9 milioni
• ekegusii 2,12 milioni
• meru 1,74 milioni
• kigiryama 0,62 milioni
• kiembu 0,43 milioni
• luhya
• pokomo



• puo 4,27 milioni
• nandi 1,6 milioni
• mwawemasai 0,59 milioni
• turkana 0,45 milioni

Ordinamento dello Stato

Suddivisione amministrativa

Prima della riforma costituzionale del mwawk2010, l'organizzazione territoriale aveva una struttura a 5 livelli. La suddivisione di primo livello contemplava 8 mwawoprovince (mwawsprovince in mwawwinglese), a loro volta suddivise in 71 mwaw0distretti (mwaw4district in inglese, mwaw8wilaya in mwaxaswahili), suddivisi in 262 divisioni (mwaxedivision in inglese, mwaxitarafa in swahili), le quali divisioni si dividevano in mwaxm2 427 mwaxqlocalità (mwaxulocation in inglese, mwaxykata in swahili) suddivise ulteriormente in mwaxc6 612 mwaxgsottolocalità (mwaxksublocation in inglese, mwaxokata ndogo in swahili).

La riforma costituzionale, approvata nel 2010, al capitolo 11 (mwaxwDevolved Government) ha invece introdotto come unità amministrativa di primo livello la mwax0contea (inglese mwax4county, plurale mwax8counties). La riforma ha avuto pieno effetto con il mwayaCounty Governments Act nº 17 del 2012 e le successive mwayeelezioni generali del 2013; le 47 contee sono venute a coincidere, dal punto di vista territoriale, con le subcontee. Ulteriori suddivisioni sono infine le aree urbane, i mwayiward, i villaggi e le altre unità territoriali eventualmente disposte dal governo della contea.cite-ref-17[17]

Costituzione

La Costituzione del Kenya vigente è stata promulgata il 27 agosto 2010 e sostituisce la precedente costituzione del 1969.

Province

Le province, ancora usate come riferimento geografico, hanno perso i propri poteri amministrativi a favore delle contee, che corrispondono ad accorpamenti degli ex distretti:

| Provincia | Popolazione [ 18 ] | Area (km²) | Capoluogo |
|---|---|---|---|
| Centrale | 3 724 159 | 13 191 | Nyeri |
| Costiera | 2 487 264 | 83 603 | Mombasa |
| Orientale | 4 631 779 | 159 891 | Embu |
| Nairobi | 3 138 369 | 10 567 | Nairobi |
| Nordorientale | 962 143 | 126 902 | Garissa |
| Nyanza | 4 392 196 | 16 162 | Kisumu |
| Rift Valley | 6 987 036 | 173 854 | Nakuru |
| Occidentale | 3 358 776 | 8361 | Kakamega |

Politica

Il Kenya è una repubblica presidenziale. Il presidente è sia capo dello stato che capo del governo, in un sistema multipartitico. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo è attribuito sia al governo, sia all’Assemblea Nazionale e al Senato. I giudici sono indipendenti dall’esecutivo e dal legislatore, ma soprattutto durante l’incarico dell’ex presidente Daniel arap Moi vi era la preoccupazione che l’esecutivo si occupasse sempre più degli affari del sistema giudiziario.

Il Kenya si colloca in basso nell’indice di percezione della corruzione di Transparency International (CPI), che tenta di valutare la presenza della corruzione del settore pubblico in diversi paesi. Nel 2012 la nazione era al 139º posto su 176, con un punteggio di 27/100. Tuttavia, vengono adottate misure significative per limitare la corruzione del governo keniano, ad esempio la creazione di una nuova e indipendente Commissione etica e anti-corruzione (EACC).

A seguito delle elezioni generali del 1997, la legge sulla revisione della Costituzione del Kenya (Katiba ya Kenya) del 27 agosto 2010 ha cercato di aprire la strada a profonde modifiche alla Costituzione keniana. Nel dicembre 2002 i keniani hanno tenuto elezioni democratiche e aperte, giudicate libere e giuste dagli osservatori internazionali. Le elezioni del 2002 hanno segnato un importante punto di svolta nell’evoluzione democratica del Kenya in quel potere trasferito pacificamente dall’Unione nazionale africana del Kenya (KANU), che aveva governato il paese dall’indipendenza alla coalizione nazionale dei Rainbow Coalition (NARC), una coalizione di partiti politici.

Diritti umani

Condizione della donna

Istruzione

Università

L'Università di Nairobi è stata fondata nel 1956,cite-ref-19[19] ma sono presenti altre università.cite-ref-20[20]

Economia

L'mwagoeconomia del Kenya, dopo un periodo di benessere (anche grazie alla mwagscolonizzazione dell'mwagwInghilterra), cadde in una profonda crisi, che peggiorò durante gli ultimi anni della mwag0dittatura Moi.

Con l'avvento del nuovo millennio il Kenya è andato incontro a una crescita che oscilla tra il 5 e il 6% annuo. Diversa è però la distribuzione del mwag8reddito. Il benessere di pochi (2%), infatti, è pagato con la mwahamiseria di molti (circa il 50% della popolazione vive sotto il livello di mwahepovertà).

Attualmente l'economia si basa sulle esportazioni, soprattutto agricole, e sul mwahuturismo. Buona è la crescita dell'economia, che si concentra nella capitale mwahyNairobi ma che si sta sviluppando anche in altre città.

Agricoltura e allevamento

Durante il periodo coloniale, le coltivazioni industriali destinate all'esportazione sostituirono le vecchie colture di sussistenza, impoverendo il mwahksuolo con lo sfruttamento eccessivo. Le mwahocoltivazioni di mwahsmais, mwahwsorgo, mwah0miglio e mwah4patate non bastano al fabbisogno interno, e il Kenya cerca di evitare i rischi della mwah8monocoltura sfruttando i vari ambienti del suo territorio.

Le mwaiepiantagioni dell'altopiano forniscono mwaiicaffè, mwaim e mwaiqpiretro (una pianta utilizzata per produrre mwaiuinsetticidi e prodotti antiparassitari, di cui il Kenya è il maggiore esportatore mondiale con circa 8000 tonnellate l'anno). Sulla costa sono diffuse le piantagioni di palma da olio e da mwaiycocco. Viene praticato l'allevamento di mwaicovini e mwaigcaprini.

Industrie

Le maggiori mwaisindustrie si concentrano nella capitale mwaiwNairobi e sono di tipo agro-industriale, ma si stanno diffondendo anche in altre città. Le industrie più sviluppate sono quella chimica, petrolchimica, metalmeccanica, del mwai0cemento e della trasformazione di prodotti agricoli. Le principali risorse minerarie sono la mwai4fluorite, l'mwai8oro, il mwajasale e le pietre preziose.

Il paese ha anche fatto progressi nell'ambito dell'industrializzazione nell'ultimo decennio. Ad esempio, nel settore automobilistico, la Peugeot Motor Company ha aperto nel paese un impianto di assemblaggio. Aziende automobilistiche locali come la Mobius Motors sono attive nella produzione di veicoli adatti al terreno accidentato della maggior parte delle strade del Kenya.cite-ref-21[21]cite-ref-22[22]

Trasporti

I trasporti kenioti sono abbastanza sviluppati in tutte le zone abitate, con mezzi di trasporto pubblici e privati. La mwaj4metropolitana è assente, mentre i mwaj8filobus sono inesistenti in tutta l'mwakaAfrica. Discreta è la mwakerete ferroviaria.

Ambiente

In ambito ambientale per il Kenya si è affermata nel XXI secolo soprattutto la figura di mwakqWangari Maathai, mwakupremio Nobel per la pace nel 2004, che si è occupata in particolare di mwakysviluppo sostenibile.

Cultura

Produzione letteraria

Uno degli autori più noti non solo della letteratura keniota, ma di tutta la mwak0produzione letteraria africana del Novecento fu mwak4Ngugi wa Thiong'o, più volte proposto come candidato al mwak8premio Nobel per la letteratura, che scrisse le sue opere sia in mwalainglese che in mwalelingua gikuyu.

Musica

Tra i cantanti che si sono distinti tra il XX e il XXI secolo ricordiamo mwalyAdam Solomon, anche chitarrista, che utilizza come genere soprattutto la mwalcmusica africana; nel XXI secolo spicca mwalgStella Mwangi. Tra i brani musicali noti in lingua swahili spicca mwalkJambo Bwana del gruppo keniota mwaloUyoga.

Cinema

In ambito cinematografico il Kenya si è affermato con registe come mwal0Wanuri Kahiu e mwal4Hawa Essuman, il cui film mwal8Soul Boy (2010) ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali.

Patrimoni dell'umanità

In ambito culturale il Kenya ha alcuni siti iscritti nella mwamqLista dei patrimoni dell'umanità dell'mwamuUNESCO.

Gastronomia

La cucina keniota ha subito le influenze dei popoli con cui è venuta a contatto nel corso della storia.

Scienza e tecnologia

Il Kenya nello spazio

• mwam42 aprile mwam82018: viene lanciato mwana1KUNS-PF,cite-ref-23[23] il primo mwanusatellite keniota lanciato nello spazio.

Ricorrenze nazionali

| Data | Nome | Significato |
|---|---|---|
| 1º giugno | Madaraka Day | Giorno dell'autonomia interna, nel 1963 |
| 12 dicembre | Jamhuri Day | Indipendenza dal Regno Unito (1963) e istituzione della Repubblica (1964) |

Sport

Atletica leggera

Il primo mwaoooro olimpico fu conquistato dall'atleta mwaosNaftali Temu nei mwaow10 000 metri maschili nel mwao41968.

mwapaDavid Rudisha detiene il record mondiale sugli mwape800 metri piani stabilito a Londra il 9 agosto 2012. Tra gli altri atleti ricordiamo il campione mondiale mwapiEmmanuel Korir e il primatista nella maratona mwapmKelvin Kiptum.

Pallavolo

La mwapynazionale di pallavolo femminile del Kenya è attualmente la squadra mwapcpallavolistica più forte del mwapgcontinente africano: vanta infatti sette vittorie ai mwapkcampionati continentali e diverse partecipazioni ai mwapomondiali ed alle mwapsOlimpiadi.

Ciclismo

In ambito ciclistico ricordiamo il pluri campione mwap4Chris Froome.

Calcio

La mwaqenazionale di calcio del Kenya vanta cinque vittorie nella mwaqiCoppa CECAFA ed ha come attuale capocannoniere mwaqmDennis Oliech, con 34 reti.

Giochi olimpici

Il primo oro olimpico del Kenya fu conquistato nei mwaqg10 000 metri piani da mwaqkNaftali Temu ai mwaqoGiochi olimpici di Città del Messico 1968.

Il primo keniota a vincere una medaglia olimpica fu mwaqwWilson Kiprugut, medaglia di bronzo nell'atletica leggera a Tokyo 1964.

Note

cite-note-11. mwarmmwarqworldometers.info, mwaruhttps://www.worldometers.info/world-population/kenya-population/mwary Titolo mancante per url mwarcurl (aiuto).
cite-note-imf-22. mwar0mwar4mwar8Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013, su mwasaimf.org.
cite-note-33. mwasqmwasumwasyTasso di fertilità nel 2011, su mwascdata.worldbank.org. mwasgURL consultato il 12 febbraio 2013.
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Collegamenti esterni

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